L'incontro artistico tra il trombettista Gastone Bortoloso e il pianista Giuseppe Laudanna è uno di quegli acca- dimenti che non devono lasciare indifferenti gli appas- sionati della musica che emoziona. Fortunatamente disinteressati ai trend del mercato e con l'arma aggiuntiva di due personalità apparentemente antitetiche - appassionato è solare il primo, meditativo e lunare il secondo - essi hanno vinto la scommessa di una collaborazione nata per caso, ma rivelatasi impor- tante a entrambi, dopo una manciata di note condivi- se. Forte di una prudenza coraggiosa, il duo gioca così alla sottrazione, a manifestare la caduta del sovrappiù. mentre, tra le loro mani, sedimenta l'essenza, nettare in- visibile di cui si servono per il conio di una musica la qua- le, arricchita dai talenti di cui dispongono, è umilmente donata all'ascoltatore. Il suono, morbido ed elegante della tromba di Bortoloso viene sostenuto dal pianismo impressionista di Laudanna, figlio di un jazz europeo che pure ha assimilato lo swing afroamericano, sì, ma am- morbidendolo alla fonte dell’a’ pucundria napoletana che fu blues prima del blues. Disponendo di una tale palette, gli arrangiamenti riscrivono Classici di Morrico- ne, Piccioni e Costello, per citarne tre, con un rispetto mai ossequioso, contando su alti tassi di originalità e un controllo dei propri mezzi udibile al primo ascolto, ma stupefacente nell'ascolto iterato, che conduce al det- taglio.. Sono brani suonati nel respiro di anime capaci di Amare, un sentire la vita nella sua totalità, storture e dolori com- presi, tradotto in un artigianato finissimo, da tramandare a quelli che ameremo a nostra volta. Filippo Bordignon 





















